BRAIN STORMING - 1C Scuola Puccini

BRAIN STORMING

1C Scuola Puccini

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 1C Scuola Puccini
Insegnante Carmelina Franco
A cura di Davide Rocchi e Massimo Boschi – eUROPA tEATRI

Finalmente è arrivato il Talk Show che mancava: tra ricchi premi e cotillons rimarrete scioccati da interviste e interventi mirabolanti che renderanno questa puntata indimenticabile!

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NARCISO ABBASSA LA CRESTA E STAI SCIALLO - 5A Scuola Campanini

NARCISO ABBASSA LA CRESTA E STAI SCIALLO

5A Scuola Campanini

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 5A Scuola Campanini
Insegnanti Genoveffa Romano, Enrica Ronchini, Elena Li Ranzi, Paola Maione, Cecilia Cavatorta, Leontina Bonori, Susanna Conni
A cura di Franca Tragni – Zonafranca

Narciso ed Eco sono le due facce della stessa medaglia, un po’ come la 5A e la 5B della scuola Campanini di Baganzola, per questo abbiamo lavorato allo stesso tema! Noi di 5A ci siamo immaginat* di essere Narciso e di dare parola a Eco e noi di 5B abbiamo fatto il contrario. Risultato? Abbiamo scoperto che Narciso concentrato su sé stesso non vede chi ha di fronte, ma anche Eco non vede chi ha di fronte perché troppo concentrata sul proprio dolore, e rifiutata non ha cura di sé e diventa invisibile. Morale: non è liber* chi è schiav* del proprio corpo e della propria immagine, quindi impariamo a piacerci impariamo ad amarci!

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LA CITTA DEI COLORI - 4A Scuola Adorni

LA CITTA DEI COLORI

4A Scuola Adorni

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 4A Scuola Adorni
Insegnante Paola Carra
A cura di Antonio Buccarello e Matteo BacchiniTeatro del Tempo

Qualcuno ha deciso che troppi colori son troppi. Molti aspettano il bus ma alcuni preferiscono perderlo. Tutti devono avere una maschera. Meglio due. Tutti sanno fare l’ape, il pesce e il canguro. Molti anche la formica. Nessuno il tirannosauro. Tutti hanno le stesse emozioni. Nessuno ha la stessa emozione di un altro. Tutti sanno cantare e ballare, se ci provano (e ci provano!). Qualcuno ha cambiato idea.

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ECO, COME STAI? SPERO BENE MA NON SEI IL MIO TIPO - 5B Scuola Campanini

ECO, COME STAI? SPERO BENE MA NON SEI IL MIO TIPO

5B Scuola Campanini

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 5B Scuola Campanini
Insegnanti Genoveffa Romano, Elena Li Ranzi, Enrica Ronchini, Filomena di Benedetto, Cecilia Cavatorta, Leontina Bonori
A cura di Franca Tragni – Zonafranca

Narciso ed Eco sono le due facce della stessa medaglia, un po’ come la 5A e la 5B della scuola Campanini di Baganzola, per questo abbiamo lavorato allo stesso tema! Noi di 5A ci siamo immaginat* di essere Narciso e di dare parola a Eco e noi di 5B abbiamo fatto il contrario. Risultato? Abbiamo scoperto che Narciso concentrato su sé stesso non vede chi ha di fronte, ma anche Eco non vede chi ha di fronte perché troppo concentrata sul proprio dolore, e rifiutata non ha cura di sé e diventa invisibile. Morale: non è liber* chi è schiav* del proprio corpo e della propria immagine, quindi impariamo a piacerci impariamo ad amarci!

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I CINQUE SENSI SONO SEI - 3A Scuola Palli

I CINQUE SENSI SONO SEI

3A Scuola Palli

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 3A Scuola Palli
Insegnante Maria Frattini
A cura di Michela Ollari – Zonafranca

La trasformazione del nostro corpo durante la crescita avviene attraverso l’acquisizione di nozioni non solo intellettuali, ma esperienziali quali riconoscere i profumi, assaporare i gusti, osservare quello che ci circonda, …. E questo avviene attraverso i 5 sensi che però sappiamo non essere gli unici.
Viaggerete insieme a noi attraverso le nostre scoperte…..buon viaggio!

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SIAMO SPECIALI, PER FORTUNA MAI NORMALI - 3B Scuola Campanini

SIAMO SPECIALI, PER FORTUNA MAI NORMALI

3B Scuola Campanini

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 3B Scuola Campanini
Insegnante Federica Conversi
A cura di Franca Tragni – Zonafranca

Abbiamo fatto un viaggio alla scoperta dell’essere bambin* e abbiamo scoperto che siamo speciali e mai normali! Quanta strada abbiamo fatto da quando eravamo piccoli semi nella pancia della mamma! E come diventeremo? Come saranno i nostri piedi? E le nostre mani? Chissà! Godiamoci intanto questo nostro essere bambin* , e adesso che abbiamo capito quanto è triste stare lontan* un metro, quando il mondo guarirà, ci presteremo matite e pennarelli, ci toccheremo e finalmente ci abbracceremo.

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TRA LE MIE MANI - 3B Scuola Verdi

TRA LE MIE MANI

3B Scuola Verdi

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Classe 3B Scuola Verdi
Insegnante Ilenia Bertolotti
A cura di Beatrice Baruffini – Associazione Micro Macro

Le mani sono contatto, presa, segreto, carezza. Sono una possibilità per raccontare quello che siamo, intimamente e collettivamente. Si fanno carico simbolico di gesti, segni, indizi, che cambiano tra passato, presente, futuro. Come cambiano le nostre mani se non possiamo più sentire? Cosa resta qui, tra le mie mani?

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L'IMPRONTA - 2A Scuola Rodari

L'IMPRONTA

2A Scuola Rodari

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 2A Scuola Rodari
Insegnanti Marinella Froio, Isabella Sagone
A cura di Loredana Scianna – Lenz Fondazione

Etimologicamente, in sanscrito kar-tr è il Creatore, ovvero “colui che fa dal nulla”. Nel mito della Creazione, tuttavia, l’impronta della divinità ci vuole plasmati a sua immagine. I bambini hanno disegnato una creatura “che prima non c’era e ora esiste” a partire da un pezzetto del loro corpo: dai contorni di mani, piedi, gomiti, orecchie e quant’altro potessero perimetrare con una matita, hanno ricavato una forma, l’involucro originale. Poi hanno dato a questa forma un nome, un colore, una storia, un mondo. In poche parole, una vita. Ogni creatura plasmata dai bambini ha caratteristiche positive e negative (a volte le stesse, a seconda del contesto). A volte sono tenere e spaventose insieme ma, per quanto totalmente difformi da ciò che già conosciamo, sono riconosciute dai bambini come parte di sé e per questo amate, anche quando “fanno arrabbiare”. Il confronto con la vicenda biblica di Adamo ed Eva (e della loro caduta) lo possiamo affrescare con le parole di uno di loro: “Ma insomma, prima Dio li vuole, poi li caccia, gli vuole bene un po’ si e un po’ no…non va mica bene!”.

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CORTECCIA - 3A Scuola Rodari

CORTECCIA

3A Scuola Rodari

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 3A Scuola Rodari
Insegnanti Silvana Dino, Elisa Dotto
A cura di Loredana Scianna – Lenz Fondazione

Nella Genesi, gli elementi della Creazione appaiono per separazione (le acque dalle acque, le acque dalla terra, la luce dalle tenebre, la luce del giorno dalla luce della notte, la carne dalla carne). Nel processo di separazione stanno identità e funzione di tutti gli elementi del Creato. Per quanta nostalgia ci faccia tendere a un’unità inscindibile, la vita si esperisce attraverso limiti e confini. Abbiamo lavorato su ciò che il limite fisico impone: osservazione, rispetto, riconoscimento dello spazio vuoto che consente al nostro corpo l’interazione con un altro corpo. Abbiamo analizzato il “limite come possibilità” nella sua accezione positiva, oltre che in quella che ci frena. Nell’azione abbiamo sostituito il confine-epidermide con il confine-corteccia, il sangue con la linfa, l’abbraccio degli arti con quello dei rami. Il vuoto così non è più un vuoto: è il nostro spazio, è ciò che ci accoglie per essere.

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LA BUONA DISOBBEDIENZA - 4B Scuola Martiri di Cefalonia

LA BUONA DISOBBEDIENZA

4B Scuola Martiri di Cefalonia

TENIAMOCI IN CON-TATTO


Classe 4B Scuola Martiri di Cefalonia
Insegnanti Teresa Parente, Viviana Romano
A cura di Loredana Scianna Lenz Fondazione

Nell’Antico Testamento, per “conoscenza” s’intende non solo un un modo d’intelligere la realtà ma, in modo più complesso, il farne esperienza. La conoscenza equivale al discernimento, dove la nozione delle cose viene superata per estendersi al loro valore. Mangiare il frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male è un’azione indebita se si pensa alla conoscenza universale riservata alla sola divinità; ma se il gesto dei primi disobbendenti muovesse dal desiderio di comprendere per distinguere? Abbiamo lavorato sul senso critico necessario a operare una scelta, buona o cattiva che sia, verso una responsabilità che sia tale in sé, prima ancora di riflettere un etica. Esiste mai, nella dimensione in cui viviamo, una disobbedienza “buona”? I bambini pensano di si. Portano a noi la loro esperienza e attraversano il loro albero come una soglia. Lo fanno l’energia e il desiderio che l’età consente loro: correndo

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