SENZA ETICHETTE PLEASE! - classe 5A Scuola Pezzani

SENZA ETICHETTE PLEASE!

classe 5A Scuola Pezzani

TENIAMOCI IN CON-TATTO


5A Scuola Pezzani
A cura di Franca Tragni – Zonafranca

Se la realtà è spesso cruda e sconsolante le ragazze e i ragazzi ci esortano a non arrenderci, ad assumere uno sguardo fiducioso nelle nuove generazioni, a credere che odio, violenza ed intolleranza, possano tramutarsi attraverso una danza scatenata e liberatoria, in un diverso modo di vivere insieme in cui saremo tutt*, finalmente “senza etichette”.

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CARTA LIBERA TUTTI - classe 3E Scuola Corazza

CARTA LIBERA TUTTI

classe 3E Scuola Corazza

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3E Scuola Corazza
A cura di Mario Aroldi – Teatro del Cerchio
“SE RIUSCISSIMO A METTERCI NEI PANNI DEGLI ALTRI, TANTO DA SENTIRE GLI ALTRI COME FOSSIMO NOI, NON AVREMMO PIU’ BISOGNO DI REGOLE, DI LEGGI, PERCHE’ AGIREMMO PER IL SENTIRE COMUNE E QUINDI NON FAREMMO MAI QUALCOSA CONTRO QUALCUN ALTRO CHE SENTIREMMO COME FOSSE NOI.” Da queste parole nasce e comincia il percorso di gioco teatrale intrapreso con i bambini della Classe a me assegnata. Un percorso di gioco e di ascolto verso L’ALTRO, per arrivare ad avere una maggiore consapevolezza dell’IO; perché l’esercizio di mettersi nei panni degli altri, è un esercizio che ci può far diventare veramente una società migliore, delle persone “più piene” di sapere dell’altro, del giusto e dello sbagliato.Renderci maggiormente consapevoli di ciò che si può riparare, e di ciò che dobbiamo impegnarci a fondo a non rompere.Il diritto all’ascolto, all’inclusione, all’educazione, il diritto ad essere aiutati.Riuscire attraverso il gioco a tirare fuori ciò che è dentro per poterlo trasformare insieme e renderlo insegnamento comune.

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L'IMPRONTA - 2A Scuola Rodari

L'IMPRONTA

2A Scuola Rodari

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Classe 2A Scuola Rodari
Insegnanti Marinella Froio, Isabella Sagone
A cura di Loredana Scianna – Lenz Fondazione

Etimologicamente, in sanscrito kar-tr è il Creatore, ovvero “colui che fa dal nulla”. Nel mito della Creazione, tuttavia, l’impronta della divinità ci vuole plasmati a sua immagine. I bambini hanno disegnato una creatura “che prima non c’era e ora esiste” a partire da un pezzetto del loro corpo: dai contorni di mani, piedi, gomiti, orecchie e quant’altro potessero perimetrare con una matita, hanno ricavato una forma, l’involucro originale. Poi hanno dato a questa forma un nome, un colore, una storia, un mondo. In poche parole, una vita. Ogni creatura plasmata dai bambini ha caratteristiche positive e negative (a volte le stesse, a seconda del contesto). A volte sono tenere e spaventose insieme ma, per quanto totalmente difformi da ciò che già conosciamo, sono riconosciute dai bambini come parte di sé e per questo amate, anche quando “fanno arrabbiare”. Il confronto con la vicenda biblica di Adamo ed Eva (e della loro caduta) lo possiamo affrescare con le parole di uno di loro: “Ma insomma, prima Dio li vuole, poi li caccia, gli vuole bene un po’ si e un po’ no…non va mica bene!”.

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TRA LE MIE MANI - 3B Scuola Verdi

TRA LE MIE MANI

3B Scuola Verdi

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Classe 3B Scuola Verdi
Insegnante Ilenia Bertolotti
A cura di Beatrice Baruffini – Associazione Micro Macro

Le mani sono contatto, presa, segreto, carezza. Sono una possibilità per raccontare quello che siamo, intimamente e collettivamente. Si fanno carico simbolico di gesti, segni, indizi, che cambiano tra passato, presente, futuro. Come cambiano le nostre mani se non possiamo più sentire? Cosa resta qui, tra le mie mani?

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SIAMO SPECIALI, PER FORTUNA MAI NORMALI - 3B Scuola Campanini

SIAMO SPECIALI, PER FORTUNA MAI NORMALI

3B Scuola Campanini

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Classe 3B Scuola Campanini
Insegnante Federica Conversi
A cura di Franca Tragni – Zonafranca

Abbiamo fatto un viaggio alla scoperta dell’essere bambin* e abbiamo scoperto che siamo speciali e mai normali! Quanta strada abbiamo fatto da quando eravamo piccoli semi nella pancia della mamma! E come diventeremo? Come saranno i nostri piedi? E le nostre mani? Chissà! Godiamoci intanto questo nostro essere bambin* , e adesso che abbiamo capito quanto è triste stare lontan* un metro, quando il mondo guarirà, ci presteremo matite e pennarelli, ci toccheremo e finalmente ci abbracceremo.

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I CINQUE SENSI SONO SEI - 3A Scuola Palli

I CINQUE SENSI SONO SEI

3A Scuola Palli

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Classe 3A Scuola Palli
Insegnante Maria Frattini
A cura di Michela Ollari – Zonafranca

La trasformazione del nostro corpo durante la crescita avviene attraverso l’acquisizione di nozioni non solo intellettuali, ma esperienziali quali riconoscere i profumi, assaporare i gusti, osservare quello che ci circonda, …. E questo avviene attraverso i 5 sensi che però sappiamo non essere gli unici.
Viaggerete insieme a noi attraverso le nostre scoperte…..buon viaggio!

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ECO, COME STAI? SPERO BENE MA NON SEI IL MIO TIPO - 5B Scuola Campanini

ECO, COME STAI? SPERO BENE MA NON SEI IL MIO TIPO

5B Scuola Campanini

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Classe 5B Scuola Campanini
Insegnanti Genoveffa Romano, Elena Li Ranzi, Enrica Ronchini, Filomena di Benedetto, Cecilia Cavatorta, Leontina Bonori
A cura di Franca Tragni – Zonafranca

Narciso ed Eco sono le due facce della stessa medaglia, un po’ come la 5A e la 5B della scuola Campanini di Baganzola, per questo abbiamo lavorato allo stesso tema! Noi di 5A ci siamo immaginat* di essere Narciso e di dare parola a Eco e noi di 5B abbiamo fatto il contrario. Risultato? Abbiamo scoperto che Narciso concentrato su sé stesso non vede chi ha di fronte, ma anche Eco non vede chi ha di fronte perché troppo concentrata sul proprio dolore, e rifiutata non ha cura di sé e diventa invisibile. Morale: non è liber* chi è schiav* del proprio corpo e della propria immagine, quindi impariamo a piacerci impariamo ad amarci!

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PIDOCCHIO SARAI TU! - 5A Scuola A. Frank

PIDOCCHIO SARAI TU!

5A Scuola A. Frank

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Classe 5A – Scuola A. Frank
Insegnante: Rosaria Rodia
A cura di Mario AroldiTeatro del Cerchio

Il corpo come oggetto, che quanto oggetto presuppone una forma, un colore, un peso, una collocazione. Ma se il corpo-oggetto avesse un’anima, si accetterebbe così com’è? Con le classi 5^A e 5^C dalla Scuola Ferrari abbiamo deciso, quindi, di affrontare il tema del corpo utilizzando la metafora dell’oggetto; e quale oggetto è più vicino a noi, alle storie che conosciamo, se non Pinocchio? Un burattino di legno che si è trovato a dover affrontare una vita diversa dagli altri, in quanto pezzo di legno, ma che una volta conosciuta la sua vera anima ha deciso di affrontarla a suo modo. Noi, con questo progetto, abbiamo voluto affrontarla a nostro modo cercando di dare a questo pezzo di legno, a questo corpo, a questo involucro, un’anima che esiste, una sua idea di vita, un suo modo di vivere, contro tutti i pregiudizi di forma, colore. Ciò che non ci piace dobbiamo amarlo più forte, ogni presa in giro, metterla da parte.. tutto serve in questa vita, tutto serve in questo mondo, niente, deve metterci in ginocchio Ora l’ho capito, ora sono felice..da pezzo di legno..da burattino. Da Pinocchio.

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LA CITTA DEI COLORI - 4A Scuola Adorni

LA CITTA DEI COLORI

4A Scuola Adorni

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Classe 4A Scuola Adorni
Insegnante Paola Carra
A cura di Antonio Buccarello e Matteo BacchiniTeatro del Tempo

Qualcuno ha deciso che troppi colori son troppi. Molti aspettano il bus ma alcuni preferiscono perderlo. Tutti devono avere una maschera. Meglio due. Tutti sanno fare l’ape, il pesce e il canguro. Molti anche la formica. Nessuno il tirannosauro. Tutti hanno le stesse emozioni. Nessuno ha la stessa emozione di un altro. Tutti sanno cantare e ballare, se ci provano (e ci provano!). Qualcuno ha cambiato idea.

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ZONA LIMITE VALICABILE - 3C Scuola Verdi

ZONA LIMITE VALICABILE
3 C Scuola Verdi

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Classe 3C – Scuola Verdi
Insegnante Iliana Lombardi
A cura di Yele Canali Ferrari e Riccardo ReinaAssociazione Micro Macro
Il lavoro del laboratorio di teatro si è concentrato attorno al concetto di limite e consenso. Il limite come qualcosa che arriva dall’esterno, che ci confina, ci costringe in posture rigide e difficili da mantenere, qualcosa che è posto senza il nostro consenso. Il limite poi può essere anche qualcosa che sancisce quali sono i nostri confini, quelli da rispettare e di cui prendersi cura. Quest’anno abbiamo trovato molte cose strette dentro limiti che ci sono stati imposti dall’emergenza sanitaria, la scuola, la classe, perfino i banchi e le sedie. Abbiamo potuto esplorare la dinamica della rottura e del superamento di un limite proprio grazie al dispositivo teatrale del laboratorio per cui un limite può diventare una risorsa per aprire immaginari differenti in cui esplorare e osservare il presente da altri punti di vista.

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